{"id":5245,"date":"2012-10-20T13:24:01","date_gmt":"2012-10-20T11:24:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.direzioneverticale.it\/?p=5245"},"modified":"2024-09-10T22:22:06","modified_gmt":"2024-09-10T20:22:06","slug":"positano-di-adriano-trombetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.direzioneverticale.it\/en\/positano-di-adriano-trombetta.htm","title":{"rendered":"positano un paradiso terrestre che nasce in sordina di adriano trombetta"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Positano \u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>un paradiso terrestre che nasce in sordina\u2026 <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Qualsiasi persona veda Positano, non pu\u00f2 ignorare la roccia!<\/p>\n<p>Il tratto di costiera Amalfitana che da Positano arriva a Praiano e che in altezza si sviluppa negli abitati di Monte Pertuso e Nocelle, presenta la massima concentrazione di pareti in una regione che \u00e8 gi\u00e0 quasi tutta di pietra.<\/p>\n<p>E allora potete immaginare cosa si scateni nell&#8217;animo di un climber o alpinista che veda tutto ci\u00f2\u2026<\/p>\n<p>Lo sguardo viene colpito dal rosso delle grotte, dal grigio dei muri a gocce, dal blu del mare.<br \/>\nQua e la ci sono case e borghi, paesi talmente belli che sono il simbolo della \u201cBella Italia\u201d, paesi che sono il simbolo della vita bella!<\/p>\n<p>Bene, ora il quadro del paradiso degli arrampicatori \u00e8 dipinto, resta da capire perch\u00e9 un tale luogo non sia esploso nel giro di pochi anni dalla sua scoperta alpinistica\u2026<\/p>\n<p>Attraverso la mia storia, inseparabile da quella della Selva, voglio trovare degli spunti per comprendere i limiti, gli errori oppure\u00a0le fortune forse, che hanno portato alla situazione attuale.<\/p>\n<p>\u00c8 ottobre del 2007 quando vengo invitato da Marco Capone\u2026<\/p>\n<p>Marco \u00e8 di Salerno, l\u2019ho conosciuto in Piemonte dove \u00e8\u00a0 arrivato da diversi anni per realizzare il suo obbiettivo di vivere da guida alpina. Mi parla dell\u2019arrampicata in costiera con affetto ed entusiasmo, esponendomi i sui sogni di sviluppo. Quindi \u00e8 da Salerno che parte il mio viaggio, verso quei luoghi che ancora non riuscivo ad immaginare.<\/p>\n<p>Fino ad allora l\u2019arrampicata in costiera aveva un sinonimo, Oreste Bottiglieri! Ovviamente iniziamo dalle sue (e fino ad allora uniche) falesie: San Liberatore, Torre dello Ziro, punta d\u2019Aglio ed insieme a Mujo, terzo pellegrino del gruppo, ci accorgiamo subito che il potenziale \u00e8 enorme.<br \/>\nTiro dopo tiro e falesia dopo falesia notiamo che fra alcune vie molto belle ed altre bellissime c\u2019\u00e8 per\u00f2 in fondo un modo diverso di chiodare ed interpretare le linee rispetto a quello delle grandi falesie del nord Italia o del sud della Francia. Un pensiero si insinua inevitabilmente in noi, e, soprattutto in me diventa chiodo fisso\u2026<\/p>\n<p>Chiodare, creare, aprire\u2026 insomma esprimermi in nuove vie diventa per me obbiettivo di vita! E prima ancora di avere il tempo di pormi la domanda su come poterlo realizzare la soluzione si presenta dietro l\u2019angolo&#8230;<\/p>\n<p><strong><em>La Selva<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ci raccontano che c\u2019\u00e8 un posto diverso chiodato da \u201cun veneziano\u201d\u2026 Positano \u00e8 un po\u2019 lontano, ma dicono che\u00a0 il viaggio valga la visita\u2026 Ci spiegano che per arrivare al Mirabella, la falesia promessa, devi aprire un cancello ed entrare alla \u201cSelva\u201d. Cavolo! ma si entra proprio in casa! \u00a0a due guide piemontesi fa un po\u2019 impressione passare a fianco alla cucina senza suonare neanche un campanello&#8230; ma c\u2019\u00e8 il Capone, l\u2019autoctono, che ci spiega che spesso li \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nInfatti subito\u00a0incontriamo \u201ci Selvatici\u201d impegnati nella consueta raccolta delle olive\u2026<\/p>\n<p>Con tanto sudore e ancor pi\u00f9 amore, Cristiano, Marta e Antonino stavano costruendo da sei anni quella che oggi \u00e8 una delle pi\u00f9 belle residenze di tutta Positano.<br \/>\nLa Selva ti entra nell\u2019anima al primo sguardo. In una delle zone pi\u00f9 turisticamente caotiche che esistano al mondo questo luogo si distingue come un oasi di pace. Si raggiunge con una breve passeggiata, in salita o in discesa a seconda di come vi piace e, se pur a poca distanza dalla vita del borgo, l\u2019isolamento sembra totale.<\/p>\n<p>Lo sguardo spazia dal golfo di Salerno ai Faraglioni di Capri e l\u2019orizzonte \u00e8 la curvatura terrestre rappresentata dal blu del mare. Quando uscite dalla vostra stanzetta mettete immediatamente i piedi sull\u2019erba, e poi le falesie! non solo vicine, ma in casa! proprio dentro il cancello!<br \/>\nSei anni prima del nostro incontro Cristiano, veneziano come la sua bella Marta, ha cercato a lungo il suo eden e l\u00ec l\u2019ha trovato.<br \/>\nVoleva inizialmente metter in piedi un\u2019attivit\u00e0 per gli arrampicatori ma poi fra un lavoro e l\u2019altro \u201cla Selva\u201d l\u2019aveva totalmente assorbito. Quando io l\u2019ho conosciuto viveva dei proventi della sua terra e dei pochi turisti ai quali dava alloggiamento nell\u2019estate.<br \/>\nIntanto per\u00f2 un progetto riguardante lo sviluppo di nuovi itinerari di arrampicata, che i Selvatici avevano presentato al comune i primi giorni della loro immigrazione, aveva compiuto il suo percorso ed era stato imprevedibilmente accettato\u2026<\/p>\n<p>Proprio l\u00ec, in quell\u2019ottobre 2007, mentre noi scendevamo le scale della Selva, Cristiano cercava delle guide alpine alle quali affidare il progetto!<\/p>\n<p>Inizialmente neanche immaginavo che mi venisse offerto un compenso, figuratevi, io avrei pagato per chiodare&#8230;<\/p>\n<p>Ma tant\u2019\u00e8&#8230;ed oggi sorrido nel ricordare che il punto di partenza della mia vita Positanese fu un progetto a sfondo economico (dicesi lavoro, vero?).<\/p>\n<p>I mie colleghi invece si interessarono molto a questo aspetto e rapidamente\u00a0 ci scindemmo in due scuole di pensiero: mentre Marco e Mujo cercavano vie e settori pi\u00f9 rapidi da realizzare, io spesso con Cristiano, cercavo linee che rendessero maggiore giustizia a quelle pareti.<br \/>\nMi sono spesso chiesto cosa provano oggi quei personaggi che hanno scoperto e sviluppato falesie come Ceuse, Arco, Finale, e vedendo il potenziale di quei luoghi volevo impegnarmi al massimo in ogni via, per non rischiare di guardare un giorno indietro e dire \u201cbe&#8217;, potevo fare di meglio\u201d o peggio ancora \u201ccavolo, me la sono lasciata scappare!\u201d.\u00a0\u00a0Insomma, quello che io vedevo a Positano era la possibilit\u00e0 di lasciare un segno della mia esistenza e tutto ci\u00f2 non poteva avvenire senza \u201cLa Selva\u201d e l\u2019amore di Cristiano per l\u2019arrampicata.<\/p>\n<p>Visto che della parte pi\u00f9 &#8220;commerciale&#8221; del progetto se ne \u00e8 gi\u00e0 parlato in diversi articoli, come il primo che usc\u00ec su Alp nel 2009, voglio in questa pagina raccontarvi della mia parte in quel lavoro e di tutto ci\u00f2 che ne segu\u00ec.<\/p>\n<p>E dalla Selva che nascono le idee e che si muove l\u2019arrampicata di quei luoghi! e questo \u00e8 ci\u00f2 che non hanno colto fino ad ora i magazine che hanno parlato dell\u2019arrampicata in costiera!<\/p>\n<p>La mia attivit\u00e0 attuale, che continua non solo senza compenso ma anche senza finanziamenti, deve molto all\u2019ospitalit\u00e0 della Selva e di Cristiano, il quale spesso viene a chiodare con me.<\/p>\n<p>Non sono l\u2019unico che continua l\u2019opera di chiodatura, c&#8217;\u00e8 il Gunter che, se pur saltuariamente, continua a esprimere la sua arte su quelle pareti.<br \/>\nAnche lui Veneziano \u00e8 stato uno dei primi chiodatori del posto, le sue linee visionarie, anche se a volte imperfette, sono state per me spesso fonte di ispirazione.<\/p>\n<p>Potrebbe suonare esagerato sentir parlare in termini artistici di vie alte al massimo 60\/80 metri, ma chiunque abbia provato a chiodare pu\u00f2 meglio immaginare cosa voglia dire salire, spesso \u201cdal basso\u201d, su immensi strapiombi stalattitici. Li, la roccia non nasce perfetta ed alle volte far crollare canne e stalattiti instabili risulta un impresa acrobatica. Ma la cosa pi\u00f9 complessa \u00e8 vedere le linee, le quali spesso non sono diritte e devono anche evitare zone di roccia non chiodabile. Insomma, quando lavorate tre giorni per realizzare un solo tiro, be&#8217;, pu\u00f2 diventare una sorta di vostra creatura, non pensate?<\/p>\n<p>Le uniche relazioni ufficiali sono sul sito: <a href=\"http:\/\/www.associazionelaselva.it\/\">www.associazionelaselva.it<\/a> oppure sulla microguida\u00a0 che siamo riusciti ad auto produrre e che si trova sul posto. Quindi, mi lamenter\u00f2 nuovamente&#8230; perch\u00e9 anche in fatto di pubblicazioni pi\u00f9 tecniche siamo stati quasi ignorati! La guida \u201cMalopasso\u201d \u00e8 assai imprecisa\u00a0riguardo a Positano; contiene relazioni che erano solo bozze da cantiere e che ne io ne Cristiano abbiamo dato alle stampe. Nelle nostre falesie, con quella guida in mano, si rischia di ripetere vie brutte che non sono mai state pulite o addirittura di non trovarne altre perch\u00e9 da noi stessi schiodate!<br \/>\nNell\u2019ultimo anno ci siamo maggiormente dedicati a far nascere \u201cmulty pitc\u201d, per ora di soli 3-4 tiri ma in ambiente pazzescamente esposto al vuoto. La grotta dei Gufi \u00e8 sicuramente la novit\u00e0 pi\u00f9 interessante, li c&#8217;\u00e8 \u201cSan Pietro in jumar\u201d \u00a0che \u00e8 forse la via di calcare che occupa il posto pi\u00f9 grande nel mio cuore. Punta Campanella invece \u00e8 senza dubbio uno dei luoghi ambientalmente pi\u00f9 belli d\u2019Italia e la via \u201cBlu\u201d ne \u00e8 il sua bandiera.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, purtroppo, \u00e8 finanziato solamente dalle nostre tasche e vi assicuro che \u00e8 pesante! Non solo per i soldi necessari a comprare materiale, ma soprattutto per ci\u00f2 che non si guadagna mentre si lavora. E chiodare, penso lo abbiate capito, \u00e8 un lavoro!<\/p>\n<p>Stiamo cercando soluzioni, ma \u00e8 difficile. Anzi, se avete delle idee o proposte per aiutarci a risolvere questo antipatico lato economico, tiratele fuori!<\/p>\n<p>Per capire in che direzione andare \u00e8 importante comprendere che il turismo arrampicatorio per la Costiera non \u00e8 fondamentale. Il parallelismo pi\u00f9 semplice \u00e8 quello con Kalimnos o Arco: a Kalymnos non avevano altro prima che arrivasse l\u2019arrampicata ed essa ha cambiato l\u2019economia di un intera isola; ad Arco invece basta un sola parola per spiegare la differenza, \u201cregione Trentino\u201d!<\/p>\n<p>Ora, a Positano, hanno turismo da aprile ad ottobre, ed \u00e8 anche turismo ricco! la domanda \u00e8: come convincerli che l\u2019arrampicata non \u00e8 solo un turista in pi\u00f9? Come convincerli che l\u2019arrampicata li renderebbe ancora una volta primi in tutto il mondo?<\/p>\n<p>Mentre ci pensiamo chiodiamo!<\/p>\n<p>&#8230;e ci vediamo alla Selva!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Positano \u2026 un paradiso terrestre che nasce in sordina\u2026 Qualsiasi persona veda Positano, non pu\u00f2 ignorare la roccia! 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