{"id":1778,"date":"2011-12-23T16:08:19","date_gmt":"2011-12-23T15:08:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.direzioneverticale.it\/?p=1778"},"modified":"2018-04-24T22:48:57","modified_gmt":"2018-04-24T20:48:57","slug":"catiello-padovano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.direzioneverticale.it\/it\/catiello-padovano.htm","title":{"rendered":"O&#8217; Putaturo &#8216;E Catiello"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center;\">(di Francesco Galasso)<\/h4>\n<p>Qualcuno avr\u00e0 notato che sui miei rinvii e discensori c&#8217;\u00e8 la scritta &#8220;chianiello&#8221; per non confonderli con quelli degli eventuali compagni di cordata. Il Chianiello \u00e8 la montagna da dove \u00e8 iniziata la mia passione ed \u00e8 l&#8217;associazione che mi ha adottato come mowgli. Pensate che dei miei rinvii persi in parete sono stati ritrovati, da amici in molise e in calabria e sono sempre ritornati al mittente, segno forse che quel \u00a0nome in bassorilievo su quegli attrezzi metallici mi segue davvero dappertutto.<\/p>\n<p>Il Chianiello per me \u00e8 il mio Giordano, l\u00ec ho ricevuto il mio battesimo della montagna , l\u00ec ho provato le mie prime salite, l\u00ec ho incontrato i miei primi compagni di cordata e l\u00ec ho chiodato la mia prima via di arrampicata. Si, anche il battesimo della roccia , testimoni di quel giorno memorabile, il mio primo compagno di cordata, Francesco, a farmi sicura e Catiello ad aiutarmi col suo immancabile &#8220;putaturo&#8221; (Falce) ad estirpare rovi e piante dalla parete.<\/p>\n<p>Chiodai quella via con un generatore di elettricit\u00e0 a benzina , una prolunga di oltre 20 metri e un trapano tassellatore elettrico. Avevamo acquistato i primi spit-fix inox io e francesco ,coi risparmi di un mese, volevamo dedicare alcune vie ai nostri padri putativi moscardini che ci avevano regalato la prima corda di arrampicata, stimolandoci e invogliandoci nell&#8217;intraprendere i viaggi verticali, quindi il nostro primo corso base di arrampicata&#8230; solo qualche mese prima della mia prima via chiodata.<\/p>\n<p>Catiello quel giorno ci diede una grande mano, ricordo ancora la fatica per trasportare quel pesantissimo generatore tra i sentieri e le scale, estirpare piante, chiodare e disgaggiare. In quel sudore si un\u00ec la giovialit\u00e0 dell&#8217;avere con noi Catiello, un personaggio unico e particolare, ci raccontava delle sue improbabili avventure , e dei consigli abbastanza strambi sull&#8217;opera che stavamo realizzando, era in compagnia del suo lupo e del suo &#8220;putaturo&#8221;. Donava perle di saggezza e di fantasia, mi colp\u00ec il racconto su una pietra, chiamata &#8220;elefantone&#8221;, spieg\u00f2 che tempo addietro, forse secoli prima, un uomo trov\u00f2 una pietra e sentenzi\u00f2 che quella pietra fosse la pi\u00f9 grande di tutti i monti lattari e del cerreto, una pietra alta 50 chilometri e la chiam\u00f2 appunto &#8220;elefantone&#8221;, era proprio il luogo dove stavamo chiodando..ma in realt\u00e0 quella piccola falesia \u00e8 un luogo molto limitato, sarebbe pi\u00f9 vicina all&#8217;idea di boulder che a quella di falesia. <span style=\"text-decoration: underline;\">Quel giorno chiodai la mia prima via<\/span>: &#8220;&#8216;o putaturo &#8216;e catiello&#8221; . Dedicandola al mio desueto amico Catiello che rese quella giornata ancora pi\u00f9 divertente.<\/p>\n<p>Catiello non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e ho il cuore triste perch\u00e8 un viaggiatore di montagna che \u00e8 stato nei racconti pi\u00f9 piacevoli dei miei primi sentieri per il cerreto, se ne va&#8230; Ciao Catiello!<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il Sergente Catiello<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: center;\">(di Modestino D&#8217;Antonio)<\/h4>\n<p>Da \u2018La Breccia di Chiunzi\u2019: \u201cIl nuovo sergente si chiamava Catiello di Porta, un tipo longilineo, con le guance scavate, da sembrare come uno che non mangiava da un secolo, con due occhi da corvo e due orecchie da coniglio\u201d. Parla Gioannino Meccia: \u201cCatiello, il sergente, lo conosco da parecchio tempo, quando io fui nominato sergente, lui lo era da cinque anni, Come, perch\u00e9 e per quali meriti sia stato promosso non li conosco, ma credo che in questo ci sia stato lo zampino o meglio la \u2018longa manu\u2019 del suo compare, Felice Caiazzis, un notabile del Ducato.<img decoding=\"async\" id=\"media-1846786\" style=\"float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;\" title=\"\" src=\"http:\/\/direzioneverticale.myblog.it\/media\/00\/01\/3260301161.jpg\" alt=\"Dicembre2011-1.jpg\" \/><\/p>\n<p>Catiello \u00e8 un tipo ombroso, si adira subito, non sa leggere e scrivere, e piuttosto duro di comprendonio, e i soldati si divertono a stuzzicarlo, soffre di allucinazioni e di vuoti di memoria.\u201d Catiello, Moscardino d\u2019onore, era tra di noi da venti anni, quando la sede era Piazza Doria e si stava in piedi, con qualsiasi tempo, a parlare di montagne e di escursioni. Allora era tempo anche di rivalit\u00e0; ricordate le sfide tra Marcello e Pistone? Cos\u00ec come dovete ancora avere ricordo dei duetti tra Catiello ed Ocalan; una volta arrivarono a sfidarsi a duello dopo che Catiello aveva pubblicamente schiaffeggiato Ocalan, ma fin\u00ec con un abbraccio, Catiello, ingenuo, facile all\u2019incanto e alla meraviglia, raccontava di creature fantastiche e di animali inverosimili e guai a contraddirlo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"media-1846787\" style=\"float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;\" title=\"\" src=\"http:\/\/direzioneverticale.myblog.it\/media\/02\/02\/3096734729.jpg\" alt=\"Dicembre2011-3.jpg\" \/>Una volta ci raccont\u00f2 che lungo un sentiero aveva incontrato un serpente di colore bianco e lungo centocinquanta metri, un\u2019altra volta ci disse che aveva tagliato una \u2018pertica\u2019 di cinquanta metri e che gli doveva servire per \u2018scognare\u2019 l\u2019albero di noce che aveva nel cortile. Appena si levava, per\u00f2, una voce o una risata per contraddirlo, si rabbuiava, si alzava e: \u2018Aggi\u00f2 capito, non capite niente, m\u00f2 me ne vaco e buonasera!\u2019. E prendeva la porta d\u2019uscita e quando pioveva anche il primo ombrello che trovava. Una sera si port\u00f2 a casa l\u2019ombrello di Padre Egidio, per non parlare dei cappellini e delle camice stese al sole sotto la grondaia della \u2018Casa del Guardiano\u2019 che puntualmente si portava via, lasciando, per\u00f2, la sua roba. Dopo la ristrutturazione della \u2018Casa del Guardiano\u2019, affidammo a Catiello la custodia del ripostiglio degli attrezzi e lui fiero di tale responsabilit\u00e0 se ne saliva la mattina con il suo cane sul Chianiello, apriva la porta e stava ad aspettare. La sera veniva in sede e ci rapportava sullo stato dei luoghi. La \u2018Porta di Catiello\u2019 divenne un luogo quasi sacro, e da questo il nome di Catiello di Porta, uno dei protagonisti de \u2018La Breccia di Chiunzi\u2019, gi\u00e0 menzionato. Francesco gli volle dedicare una via chiodata, la prima, sulla roccia che incontriamo a met\u00e0 sentiero del Chianiello, per l\u2019aiuto che Catiello gli aveva dato e la chiam\u00f2 \u201c \u2019o putaturo e Catiello\u2019. Memorabile la sua partecipazione alla \u2018Festa dei Ciucci\u2019 a Frasso Telesino, ospiti di Amerigo, di cui abbiamo perso le tracce (per ritrovarle ci deve pensare Salvatore, l\u2019ingegnere).<img decoding=\"async\" id=\"media-1846789\" style=\"float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;\" title=\"\" src=\"http:\/\/direzioneverticale.myblog.it\/media\/00\/02\/179613721.jpg\" alt=\"Dicembre2011-4.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Bisognava tenere a battesimo l\u2019ultimo nato dell\u2019allevamento di asini e Catiello si propose per fargli da \u2018compare\u2019. Catiello sosteneva che in virt\u00f9 del fatto che quando era in fasce la mamma gli dava del latte di asina, cosa che gli permise, tra l\u2019altro di ripetere la prima elementare per tre volte, aveva tutti i requisiti per poter aspirare a tale \u2018onore\u2019. Si present\u00f2 alla cerimonia con un paio di orecchie di cartone e in groppa al \u2018cumpariello\u2019 fece un giro d\u2019onore tra gli applausi dei convenuti. La cerimonia si concluse poi con un banchetto fungaiolo a Cusano Mutri. Un giorno con Catiello stavo cercando un nuovo passaggio tra rovi e arbusti, io davanti imbrigliato tra spine e rami e Catiello dietro. Sentii dei rumori e mi voltai e vidi Catiello che con il suo \u2019putaturo\u2019 sfrondava e tagliava. Lo invitai a passare avanti per facilitare il nostro cammino, ma lui mi rispose: &lt;&lt; No! Continua tu avanti io pulisco per il ritorno!&gt;&gt;. Catiello, oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ci ha lasciato da pochi giorni. Sapevamo che andava sempre peggio e da qualche mese non lo incontravamo pi\u00f9; le ultime volte l\u2019abbiamo visto in giro con il suo fedele lupo che pazientemente lo riaccompagnava a casa quando Catiello smarriva la strada. Eduardo ci ha raccontato che la figlia ha voluto che il suo cappellino di Moscardino lo accompagnasse nell\u2019ultimo viaggio e questo ci ha commosso, segno che Catiello ci voleva bene e mai ci ha dimenticato. E noi continueremo a volergli bene come Moscardino e come compagno di tanti sentieri e di tante montagne. Quando sul Chianiello apriremo la \u2018Porta di Catiello\u2019, un pensiero sar\u00e0 sempre per Lui. Ciao Catiello !<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/4.0\/\" rel=\"license\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" style=\"border-width: 0;\" src=\"http:\/\/i.creativecommons.org\/l\/by-nc-nd\/4.0\/80x15.png\" alt=\"Licenza Creative Commons\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Francesco Galasso) Qualcuno avr\u00e0 notato che sui miei rinvii e discensori c&#8217;\u00e8 la scritta &#8220;chianiello&#8221; per non confonderli con quelli degli eventuali compagni di cordata. Il Chianiello \u00e8 la montagna da dove \u00e8 iniziata la mia passione ed \u00e8 l&#8217;associazione che mi ha adottato come mowgli. 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