Campania 1958, ricordi di roccia, di amore

Giorgio Crosta

Buongiorno
Mi chiamo Giorgio Crosta ho 74 anni ex Istruttore Militare di Alpinismo,e Architetto.ho salito per più di 55 anni le mie amate montagne che tanto mi hanno dato e insegnato,vi chiedo se posso avere l’onore di far parte del vostro Club Direzione Verticale,mi ricorda nel 1958 una arrampicata nei pressi di Positano.uno spettacolo indescrivibile che non potrò mai dimenticare,ora la mia attività è finita,ho smesso dopo aver salito a 68 anni col compagno Austriaco Juri Hains la parete nord Eiger,sono uscito da quella parete spaventato,sconvolto da quell’ambiente tetro, sempre in ombra,sporco dove continuano a cadere scariche di sassi e ghiaccio, stata la prima volta che uscito in cresta ho pianto.
Ma mi manca ora la montagna.

Vorrei ritornare indietro nel tempo.

Per provare l’emozione della prima volta che ho condiviso la corda con un compagno.
Vorrei ritornare per afferrare i primi appigli,sentire le mie dita agganciate alla roccia, sentirmi ancora come la prima volta sospeso nel vuoto e nonostante le paure e le ansie… salire sempre; salire le pareti immerse in ambienti unici e meravigliosamente belli.
Vorrei tornare con innocenza in quel fantastico mondo dove non puoi fingere. Dove chi non s’è pulito gli scarponi, e poi dato il grasso per tenerli morbidi,che non s’è tolto la polvere e il sudore,e non ha ripulito l’anima agli orizzonti,ed alle gioie dell’imprevedibile,
dell’avventuroso,con il dovuto tirocinio, non può sentirsi a proprio agio. Dove l’importanza è vincere se stessi e domare il brivido dentro la tua anima prima ancora dello strapiombo,del vuoto e prima ancora delle difficoltà.
Vorrei ritornare a gustare l’ebbrezza,l’esaltazione,colte la prima volta che ho arrampicato con pochi attrezzi e risentire il tintinnio dei chiodi, agganciati alla cintola da un cordino.
Vorrei tanto poter ritornare ai diciassette anni delle mie prime esperienze alpinistiche; ai diciassette anni per tornare di nuovo a salire!
Quando oggi guardo le mie mani, le trovo rugose; non hanno più la forza dei diciassette anni,ma sono colme della vastità del cielo,del sibilo del vento,del fragore della folgore,dei silenzi dei bivacchi dentro il silenzio di una truna, della vertigine che ti crea la verticale di una parete, della lotta per trovare l’appiglio,degli incanti dei tramonti e delle albe e dei miracoli della natura,in una travolgente sinfonia di colori.
Ora in età avanzata mi sento grato alla vita, perché mi ha dato modo di godere quanto la montagna mi ha donato.
Così dico ai giovani: lasciate alle spalle quanto di non nobile incontrate nel mondo; quel mondo dove si esalta la furbizia applicata a danno dei propri simili, dove la parola data pare non aver più valore, dove ci si vende per il successo,dove si uccide per uno sgarbo,per uno sguardo di troppo,per pochi spiccioli,per un grammo di droga…. a loro dico scegliete la vita!
A loro dico scegliete la via della montagna!
Così vi innalzerete verso il cielo, vi sentirete vivi e felici, a contatto con la natura,lontani dal vano.
Vorrei ritornare indietro,accanto a voi,alla vostra giovinezza.
Vorrei ancora dirvi che: solo i generosi vivono.
Vorrei raccomandarvi di osare, di osare sempre, ma di non sentirvi mai, anche se gratificati dai riflettori del mondo, degli dei.

Dalla nota finale di un glorioso carnet alpinistico.
Giorgio Crosta
Il Vecchio Gio

DirezioneVerticale.it

Salve signor Crosta,
notevoli parole appassionate e romantiche, le condividiamo appieno. Positano nel 58 con quei mezzi scarsi , non immaginavo neppure fosse stata scalata..oggi regala le linee più belle di salita della campania, quelle linee sono contese ancora oggi dai climber di tutto il mondo e sono tuttora difficili da liberare.
Con piacere e onore ti facciamo entrare a far parte del club, per ora virtualmente sul social network e se vorrai anche fisicamente ai nostri progetti.
Saluti
Francesco Galasso

Giorgio Crosta

Grazie,Grazie,Grazie,carissimi mi avete fatto felice…….
Immagino come siano belle le vie di salita oggi a Positano,nel 1958
io e il mio compagno Crippa,eravamo scesi a Napoli con un Camion che trasportava la frutta,
l’intenzione pazza che avevamo maturato nella testa,era quella di salire i faraglioni di Capri,
avevamo una corda da 32 m.un martello, tre chiodi e un moschettone,poi acquistammo in un negozio di ferramenta
quattro cardini in ferro per le persiane,che avremmo usato nel caso i tre chiodi non bastassero.
Ma il problema era arrivare ai Faraglioni.i barcaioli ci chiedevano troppi soldi per portarci,e per ritornare a riprenderci.
Così abbiamo desistito a Malincuore, a Napoli abbiamo conosciuto un ragazzo di San Giorgio a Cremano,che dopo un paio d’ore
eravamo già amici, lui ci porto con l’Ape a Positano dove siamo rimasti estasiati,da tante opportunità di salire quella stupenda roccia,
così siamo rimasti tre giorni,certo la roccia non mancava,così pure dei grottoni dove bivaccavamo alla sera,davanti a noi lo spettacolo
era da fantascienza,il mare fantastico il silenzio rotto solo dalla musica dolce del mare,ma mancavano i soldi,volevamo rimanere ancora qualche giorno
ma,la cinghia dei pantaloni era arrivata al capolinea,mentre la pancia era ridotta ai minimi storici per la fame.
Non dimenticherò mai quei giorni,e sono certo che il mio grande amico Franco Crippa, dall’alto dei cieli guarderà ancora quell’angolo di paradiso.
Ciao a tutti ragazzi e non dimenticate di salire,salire,salire sempre.
Un abbraccio Alpino
Giorgio Crosta

DirezioneVerticale.it

una storia appassionata, scaleremo con riverenza le rocce campane, e un pensiero volerà a quei meravigliosi anni di fervore giovanie . La ringrazio affettuosamente per l’amore con cui ci ha comunicato la sua grande esperienza. La Ricorderemo con piacere.
Un abbraccio
Francesco Galasso

 
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